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FREEZE FRAMES [2011]

 

ROCKIT
Fever is a ghost ha sonorità tipiche dei Placebo di Without You I'm Nothing ma senza le accelerazioni di quel disco, mentre Trainwrecks rimanda alla west-coast, con echi, a tratti, di Buffalo Springfield. 10000 bugs, invece, ci pare l'unico riempitivo, poco ispirata rispetto al resto. Ciò non toglie che i cinque, nel complesso, abbiano bene in mente il concetto di come si scriva e si arrangi una canzone, tanto che Freeze frames possa considerarsi a ragione un piccolo bignamino di rock&roll atto a soddisfare anche i palati più raffinati.
Faustiko

BEAT MAGAZINE
“E' abrasione di ogni visionario soporifero che incombe in questo molle inizio d'anno, è equilibrio delle parti ottimamente giocato e studiata ricerca di un suono live senza difetti.”
Elisa Bellintani [voto 7]

BLU RADIO VENETO
"Il disco si dipana tra soffici e brumose atmosfere sonore ed arriva alla fine lasciandoti un buon retrogusto da cosa vera, plausibile ed accattivante. C'è sicuramente spessore e la statura del gruppo è già ben delineata."
Luciano Marcolin

KALPORZ
"Gli Stoop sono pronti ad invaderci gli stereo con il loro rock decadente che materializza fantasmi dalle vite dissolute, vecchi amori persi nella pioggia, noie incazzose e rumorose.Un’assoluta rarità, dalle nostre parti italiche, ma questo si era già capito."
Paolo Bardelli [voto 71/100]

SHIVER WEBZINE
"Professionalmente indiscutibili, gli Stoop sono una delle tante band nostrane che si “vedono” poco ma che fortunatamente vivono ed animano quel denso sottobosco musicale italiano, che si dimostra ancora ricco di novità interessanti o come in questo caso di realtà consolidate."
S. de Traumnovelle

IMPATTO SONORO
"Canzoni da bruciare lentamente per assaporarne le sfumature che gli ascolti fanno emergere, lontano dal quel tunnel di cemento che ingabbia certa musica italiana."
Enzo Curelli

THE SHIP MAGAZINE
"Le canzoni vanno ascoltate e riascoltate per cogliere le minime sfumature che rendono Freeze Frames un album molto gradevole."
Filippo Ricci [voto 75/100]

ROCKAMBULA
"Un disco che si guadagna certamente la promozione della seconda prova, che poi è sempre quella più ostica da superare, ed una sorpresa in plus valore per questa speranza - forse già certezza - tutta made in Italy che sostiene il pugno della musica suonata e non liofilizzata come il restante 70% della scena che fa ancora lezione di galleggiamento ai piani secondari di sotto [...]"
Massimo Sannella [voto 4/5]

ROCKERILLA
"La mutazione della band sembra ormai avvenuta con successo, dando origine ad un suono sofisticato e decadente, che non cade nei trabocchetti del post rock."
Simone Bardazzi [voto 8/10]

MAG MUSIC
""Quello degli Stoop è un rock decadente dove, nel caratteristico spleen cupo e uggioso, non manca l’incazzata caparbietà di chi non si arrende mai al primo colpo, ma continua, proprio come gli Stoop, a percorrere i propri passi all’insegna dell’armonia e della bellezza."
Davide Ingrosso

PANOPTICON MAG
"Un lavoro che non inventa nulla, ma senza dubbio gradevole e ben fatto, realizzato da una band che pare avere ancora dei margini di crescita, a patto, ovviamente, che nel prossimo futuro abbia il coraggio di mettere sempre più da parte determinati modelli per cercare di realizzare qualcosa di autenticamente personale."
Alessio Dainelli [voto 7/10]

ROCK E I SUOI FRATELLI
"Una miriade di tendenze, di sonorità, di generi e di attitudini che spaziano dal post punk al rock più puro, dalla psichedelia al pop e al post-rock. Non un patchwork ma un lavoro complesso, composto oltretutto da gran belle canzoni, che graffiano e carezzano, che ammaliano e seducono."
Fabio Piccolino

ONDAROCK
"Tiepido raffronto di canzoni sofisticate, che però ribollono in produzione e qualità del suono con un diavolo per capello (con buona pace del titolo), ben poco “italiote”.
Michele Saran [voto 6]

INDIE EYE
"L’alternanza di sospensioni incupite da frangenti inaciditi e tracce di sperimentazione, sottolineano un atteggiamento altalenante nella musicalità degli Stoop, che dimostrano un elevata qualità compositiva in linea con l’ottima destrezza esecutiva."
Paolo Pavone

SOUND 36
"Gli Stoop sono una moderna band di rock che sa giocare con le atmosfere e modulare con precisione i carichi emotivi lungo il disco."
Claudio Donatelli

MUSICA SOTTERRANEA
"Freeze Frames" presenta 11 tracce  ipnotiche e suggestive tra il folk e l'alternative rock, decadenti e psichedeliche, degne dei migliori dEUS ma con l'impronta personale di Diego Bertani e soci."
Stefano Grimaldi

IYEZINE
"Gli Stoop convincono e conquistano. Le canzoni ci sono, sono ben costruite, suonano bene e si lasciano apprezzare senza grandi difficoltà. Il suono complessivo è compatto e corposo, i testi, anche se in inglese, non deludono"
Francesco Cerisola

MARTEMAGAZINE
"Un disco brit rock assolutamente urbano e contemporaneo: sobrio e agile, intenso e credibile, cupo senza indulgerci su, ma solo perché lo sono anche gli oggetti e le visioni che la musica fotografa."
Francesco Chini

L'ISOLA CHE NON C'ERA
"Ci sono gruppi che li ascolti e non penseresti mai che si tratti di una band italiana, visto il loro presentarsi con un sound così europeo e così lontano dalle regole grammaticali della musica di casa nostra."
Melissa Siano

AUDIODROME
"Disco in crescendo, dato che verso la fine spuntano intuizioni blues/folk che rendono più vario lo spettro di emozioni a cui si rivolge la band."
Giampaolo Cristofaro [voto 3/5]

MESCALINA
"Un disco a cui è impossibile muovere alcun tipo di critica: musica rock molto ben suonata, coinvolgente, che suona incredibilmente europea. Canzoni che si ascoltano come un unico flusso musicale, malinconico e introspettivo, a tratti ipnotico, davvero ben riuscito."
Antonio Benforte

 

 

 

 

 

 

STOOPID MONKEYS IN THE HOUSE [2008]

 

BUSCADERO
“In un anno particolarmente felice per le rock'n'roll band italiane, che a vario titolo e livello hanno raggiunto standard internazionali di tutto rispetto, gli Stoop arrivano con un disco bellissimo e inaspettato, a tratti persino sorprendente.[...]
L'aspetto della curiosità, compresa l'eccentrica copertina (comunque elegantissima), è, a questo stadio, la nota migliore prodotta dagli Stoop però la qualità delle canzoni, il gusto originale e caleidoscopico negli arrangiamenti, nonché una maturità precoce nella gestione dei suoni li segnalano come una delle più belle novità di quest'anno, italiane e non.”
Marco Denti [voto 3/5]

FREAKOUT
“Questa band di Reggio Emilia è una vecchia conoscenza di Freakout. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerli attraverso le selezioni di “Destinazione Neapolis” per il Neapolis Festival di qualche anno fa, e da allora non abbiamo mai smesso di considerarli come una splendida realtà del sottobosco musicale italico, di quelle che meriterebbero di essere conosciute ad un pubblico ben più vasto di quello dei semplici “addetti ai lavori”.[...]
Alla base di questo disco ci sono comunque idee chiare, ottime capacità compositive e notevole padronanza tecnica. Ma soprattutto, buone canzoni. I riferimenti colti, senza questi altri elementi, servirebbero a poco o niente. Quindi complimenti agli Stoop, capaci di confezionare un lavoro davvero notevole.”
Daniele Lama

KALPORZ
“Come dei Calexico più incazzosi, i quattro non danzano davanti ad un solo monolito nero, piuttosto si fanno tanta strada in diverse direzioni, andata e ritorno. Un disco vario, come non se ne sentivano da un pezzo. E bello. Talmente bello che nemmeno chi conosceva gli Stoop poteva immaginare. Basterebbe un pezzo così senza tempo come “Garbage In Space” per gridare quasi al miracolo, ma gli Stoop non hanno il braccino corto e in tanti altri punti di “Stoopid Monkeys In The House” si gode da dio. Un disco culto istantaneo.”
Paolo Bardelli

ROCKERILLA
“Situazioni elettroacustiche di grande efficacia impreziosite da fraseggi di una tromba che sia da solista che in supporto ai licks delle chitarre rende particolare e inconfondibile il suono di questa band. Un esordio promettente.”
Massimo Marchini [voto 7/10]

DIGITAL MUSIC MAGAZINE
“La giovane band emiliana ci regala un album a metà tra il Pop-Rock alternativo e la musica d'autore che strizza l'occhio a Blues ed Elettronica. I lavori contenuti in "Stoopid Monkeys in The House" hanno un comune denominatore dato dall'intreccio fra timbriche rock, atmosfere acustiche e interventi di synth.”
Senza firma


“Avvolta da un'eleganza degna delle grandi band d'oltreoceano, la musica di questi ragazzi di Reggio Emilia si muove in quell'ambiente musicale in cui il country lambisce il rock alternativo e il blues sfiora la canzone d'autore (...). Affascinanti senza mai essere ridondanti, costruiscono intriganti canzoni a due voci, riempiendole di fraseggi elettro acustici, synth, percussioni e suoni eccentrici. La loro classe li spedisce sul main stage dell'Heineken Jammin' Festival dove danno prova di una professionalità e di un'intensità pari a quelle dei big del Festival”
Motivazione giuria Heineken Jammin' Festival

 

 

 

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